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sabato 18 febbraio 2012

BREVE MA VERIDICA STORIA DI LEOPOLDO LUGONES

La Nova Delphi si appresta a pubblicare per la prima volta in Italia Racconti fatali, opera narrativa di uno tra gli autori più importanti che l'America latina ci ha regalato: Leopoldo Lugones.

Leopoldo Lugones nasce il 13 giugno del 1874 a Villa María del Río Seco, presso Córdoba, primogenito di Santiago Lugones e di Custodia Arguello. In gioventù, la sua famiglia si trasferisce prima a Santiago del Estero e poi a Ojo de Agua, dove Leopoldo porta a compimento gli studi primari. Per gli studi superiori il padre Santiago decide di inviarlo al Collegio nazionale della città di Córdoba, dove successivamente verrà raggiunto da tutta la famiglia. È proprio in questa città che Leopoldo muove i primi passi in campo giornalistico: lavora infatti per “El pensamiento libre”, pubblicazione di ispirazione liberale e anticlericale. Nello stesso periodo contribuisce alla fondazione del primo gruppo socialista della città e comincia a pubblicare poesie con lo pseudonimo di Gil Paz. Nel 1896 si trasferisce a Buenos Aires dove si unisce a un’altra formazione socialista frequentata da scrittori come José Ingenieros e Roberto Pavró; scrive su vari giornali come “La Vanguardia” e la “Tribuna”, mentre solo successivamente inizierà a collaborare, grazie all’interessamento di Rubén Darío, al quotidiano “La Nación”. Nel 1897 pubblica la raccolta lirica Las montañas del oro. Nello stesso anno nasce suo figlio, Polo, avuto dalla relazione con Juana González, sposata l’anno prima. Nel 1903 viene espulso dal Partito socialista perché appoggia pubblicamente la candidatura alla presidenza della Repubblica del conservatore Manuel Quintana. Nel 1905 pubblica Los crepúsculos del jardín, opera vicina al Modernismo e alle nuove correnti letterarie francesi. Questa tendenza troverà, nel 1909, completa espressione nel Lunario sentimental. Negli anni 1906 e 1911 Lugones è in Europa: al suo ritorno in Argentina pubblica il saggio Historia de Sarmiento (1911). Nel 1916 riunisce sotto il titolo di El payador una serie di conferenze tenute alcuni anni prima al teatro Odéon e dedicate al poema epico di José Hernández, Martín Fierro, del quale sottolinea l’influenza sulla formazione dell’identità culturale del popolo argentino. In precedenza, nel 1906, aveva dato alle stampe una raccolta di racconti fantastici: Las fuerzas extrañas. Questi racconti, insieme ai Cuentos fatales, del 1924, sono unanimemente considerati precursori della narrativa breve in America latina e daranno vita a una feconda tradizione che vedrà successivamente in Jorge Luis Borges, Adolfo Bioy Casares e Julio Cortázar esponenti di assoluto valore.
Nel 1926 riceve il prestigioso Premio Nazionale di Letteratura. Già da qualche anno, e in maniera graduale, la sua visione socialista aveva intanto lasciato il posto a idee nazionaliste, chiaramente espresse in libri come Mi beligerancia (1917). Diviene un fervente propugnatore delle teorie fasciste e antidemocratiche e nel 1930 appoggia il golpe militare di José Félix Uriburu. Nello stesso anno pubblica due saggi indispensabili per meglio comprendere il contesto politico dell’epoca: La patria fuerte e La grande Argentina, seguiti l’anno dopo da Política revolucionaria.
Il 18 febbraio del 1938 Leopoldo Lugones ingerisce del cianuro misto a whisky e pone fine alla sua vita in un’anonima camera d’albergo, su un’isola dell’arcipelago del Tigre, a pochi chilometri da Buenos Aires. Alcuni hanno fatto risalire il suicidio a motivazioni di ordine politico. Studi più recenti vedono in questo gesto la conseguenza di una crisi depressiva causata dalla fine della relazione adulterina che lo scrittore intratteneva da tempo con una sua allieva: Emilia Cadezago.
Al destino tragico di Leopoldo si aggiunse quello di suo figlio Polo, per anni sanguinario esponente della polizia argentina, che si uccise nel 1971, e della nipote Susana (meglio nota come Pirí, figlia di Polo) che nel 1978 fu sequestrata dalla dittatura militare e da allora risulta desaparecida.

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