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domenica 5 dicembre 2010

INDIA IN VIAGGIO

(Articolo di Carlo Mazza Galanti tratto da D di Repubblica del 4 dicembre 2010)

Sono soprattutto personaggi che osservano, a popolare Il bus si è fermato, primo romanzo italiano di Tabish Khair, giovane e talentuoso narratore indiano in lingua inglese. E osservano con occhi mobili per nulla intimoriti dal sovraccarico di realtà offerto dal brulicante universo indiano, capaci anzi di spremerne una involontaria, rassegnata meditazione. Khair comprime il tutto pieno del continente nell’abitacolo di un pullman in viaggio nel Bihar. Un mondo tragico e arlecchinesco, raccontato dalle voci, dai pensieri, dai discorsi frenetici impastati di vocaboli hindi, messi a tacere solo da una morte clandestina, subito riassorbita nel flusso caotico di una quotidianità che non può fermarsi ad aspettare nessuno: “Oggi in India”, dice Khair, “il pericolo è dimenticare le persone che non traggono reale beneficio dallo sviluppo, o addirittura ne soffrono”.
Le immagini più forti del libro sono dedicate a loro.
Tabish Khair, Il bus si è fermato, Nova Delphi, 15 euro, esce il 6 dicembre.

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