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mercoledì 5 ottobre 2011

LOTTA DI CLASSE: IN LIBRERIA I RACCONTI "SOCIALISTI" DI JACK LONDON

Recensione di Davide Sapienza del 5 ottobre 2011 tratta da Art a part of cult(ure)


Jack London ha ripreso un vigore probabilmente inatteso per chi lo aveva archiviato come autore per ragazzi , o al massimo titolare di alcuni romanzi e saggi politici: sviste arroganti che hanno concesso a una rinnovata schiera di editori e nuovi studi di vedere la forza innovativa del messaggio letterario del famoso autore californiano, nel quale si incrociano alcuni dei principali fiumi della letteratura americana, del pensiero europeo, e istanze ideali espresse con un vigore stringente e spesso profetico.


War of classes è il titolo di una raccolta di saggi e racconti del 1905, di cui in questo omonimo Lotta di classe, edito ora in Italia da Nova Delphi Libri, appare solo il breve "Come sono diventato socialista" (già apparso nel 2010 sull'edizione Castelvecchi di La strada). Il che non deve preoccupare: la scelta di unire sotto l'ombrello di questa dichiarazione ideologica altri scritti sul tema ha condotto a un volume impreziosito dalla lunga introduzione di Mario Maffi, da sempre schierato dalla parte di London.

Lotta di classe include alcuni dei racconti più belli del giovane London, come "L'apostata", "Il sogno di Debs" e "A sud dello slot", nei quali vibra forte l'appartenenza di London all'idea socialista che supera l'ideologia in senso stretto.



Dello scrittore scomparso nel 1916, colpiscono la modernità della sua grande spinta ideale e la sete di giustizia sociale contro lo sfruttamento del lavoro minorile (L'apostata) e non solo che, un secolo dopo, paiono fuori dall'agenda politica dei maggiori paesi occidentali, ormai alla mercé del capitalismo finanziario - temi espressi da London in racconti come "Il sogno di Debs" e "A sud dello slot", parenti dei suoi racconti fantapolitici (che con Il tallone di ferro e il lungo Goliath, incluso nella prima edizione di Rivoluzione, raggiungono apici insuperati).

Un volumetto importante, da leggere immaginando di sentire la voce di un nostro contamporaneo: ché tale è Jack London.

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