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martedì 22 maggio 2018

"Più forte della vita - 11 storie mondiali", presentazione in anteprima il 25 maggio a Sacrofano (Rm)



Venerdì 25 maggio, alle ore 17.30, presentazione in anteprima di Più forte della vita - 11 storie mondiali, libro di Federico Gallo e Gianni Tarquini edito dalla Nova Delphi Libri, dedicato al racconto di undici campionati mondiali di calcio resi emblematici da protagonisti e sfide che hanno rivestito un significato andato ben oltre quello sportivo. 
L’evento avrà luogo a Sacrofano in omaggio a uno dei più grandi campioni che abbia indossato la casacca verdeoro del Brasile, Mané Garrincha che, dopo aver trionfato in due Mondiali, giocò alcuni tornei nella squadra locale entusiasmando col suo genio migliaia di tifosi accorsi ad ammirarlo. 
Il capitolo del libro dedicato a Garrincha si è arricchito di testimonianze di allenatori e compagni dell’epoca che hanno rievocato episodi, gesta e gol dell’immenso asso brasiliano, noto come l’angelo dalle gambe storte, giunto a Roma con la sua compagna, la grande cantante Elza Soares.
Altri campioni sono al centro di Più forte della vita: il primo giocatore di colore ad affermarsi nel panorama internazionale, l’uruguaiano José Leandro Andrade; il mozambicano Eusébio che il dittatore Salazar riteneva “proprietà del Portogallo”, come una colonia; l’austriaco Matthias Sindelar che si oppose ad Hitler durante l’occupazione nazista; Carlos Caszely impegnato nella denuncia degli orrori della dittatura di Pinochet in Cile e Ferenc Puskás, geniale protagonista della grande Ungheria degli anni cinquanta.
Nel libro rivive il ricordo di due edizioni drammatiche, “Argentina 78” strumentalizzata dalla dittatura dei generali mentre si consumava il dramma dei desaparecidos e “Usa 94” con i campioni colombiani spesso troppo contigui ai cartelli del narcotraffico e il tragico epilogo con l’uccisione del difensore Andrés Escobar nella sua Medellín.
Completano l’excursus le figure di un grande allenatore, il leggendario sovietico Lobanovs’kyj alla guida della nazionale sovietica prima della dissoluzione dell’Urss, e quella dell’indimenticabile “numero uno” Dino Zoff, campione di classe e sobrietà, capitano del trionfo azzurro al Mundial del 1982.

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